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India 2013 PDF Stampa E-mail

 E’ chiaro come il viaggio sia stato duro (vedi buche) ed estenuante (circa 10 ore complessive). Ci consolava la vista della bella vegetazione di piantagioni di mango, banane,papaye, canne da zucchero e di riso.

 Al nostro arrivo, era buio profondo, il nostro progetto era tutto illuminato e Suor ROSE MARY ci aspettava con i piccoli tutti schierati come piccoli soldatini per un saluto di benvenuto. Dopo i convenevoli di rito, Lei stessa ci ha accompagnati all’albergo.

 L’indomani mattina, con la collaborazione di una consorella di Suor Rose Mary e di una insegnante (previa lista dei bambini per l’età e le misure), siamo andati ad acquistare 55 magliette. Il lunedì, nel pomeriggio, è stata fatta l’inaugurazione in presenza di quasi tutti i bambini (alcuni erano a scuola ed alcuni in ospedale per controlli di routine). Dopo le foto sotto il nostro logo, ho avuto l’onore di tagliare il nastro ufficiale. Dopo un drink a base di frutta ed un caffè, abbiamo consegnato personalmente  le magliette ai bambini.

 

                 IL NOSTRO PROGETTO

 

 Struttura in cemento con tetto in alluminio verniciato, controventature in metallo, pavimento in cemento ricoperto in linoleum. Molte finestre in metallo permettono un buon arieggiamento all’interno del locale; 8 ventilatori completano la ventilazione.

Buona l’illuminazione e la distribuzione dell’impianto elettrico. Il lavoro è complessivamente di buona qualità ed in armonia con le costruzioni della zona circostante. Questo nostro progetto andrà ad integrarsi con l’annesso dormitorio e direzione in via di ultimazione (non finanziato da noi) che verrà inaugurato il prossimo 27 aprile.

  Suor ROSE MARY, pluri-laureata, con carattere dolcissimo e alla mano, ma piuttosto severa  con le sue consorelle e collaboratrici, ne sarà la direttrice.

 

    “ Et voilà!“ anche questo progetto è andato in porto. Il rapporto qualità/prezzo e la soddisfazione di aver dato il supporto logistico di una mensa  e di una sala  da pranzo a 55 bambini ci riempie di soddisfazione.

  Domani riprenderemo la strada per Bangalore dove Padre Sibi ci attende.

                                                                                    In fede 
                                                                 
ALBERTO SACCHI
 Consigliere di A.S.A.

 Pondicherry, 25/3/2013


  
“ VANAPRASTHA “   Relazione tecnica .

  Il nostro ritorno da Pondycherry è stato pesante: 9 ore di macchina con due sole soste.

Ad attenderci Padre Sibi con i suoi 31 “figli”: bambini e ragazzi che variano da un anno e mezzo a 20 anni. In questo contesto entriamo in 2 grosse realtà: la parte scolastica e la parte di sostentamento degli orfani. Noi di Area Solidarietà siamo entrati in entrambe le realtà.

   La scuola è una grossa costruzione in muratura in grado di ospitare fino a 900 studenti che vanno dalla prima classe elementare al diploma di maturità, con relativi laboratori di fisica,chimica computers, musica. 8 scuola bus vengono utilizzati per il trasporto dei bambini da e per i paesi vicini al termine dell’orario scolastico.

   Sempre sullo stesso terreno, adiacente la scuola, un altro complesso in grado di ricevere 400 ragazzi sotto forma di convitto. Quest’ultima costruzione è in via di rifinitura. Noi di Area Solidarietà entriamo in questo progetto per aver finanziato i pannelli solari che forniscono l’acqua calda. Questi impianti, 7 per  la precisione, di varie entità volumetriche sono posti sulle terrazze dei manufatti e in modo tale da disporre di 2800 litri di acqua calda al giorno. Vicino a uno di questi pannelli solari è stata posta la nostra targa commemorativa.

   Ed ora entriamo nella realtà della casa madre, intestata ad Alessandro Sinatra, dove Padre Sibi ci ha ospitato. Nella  parte nuova vi sono la cucina, la sala pranzo, il magazzino e alcune stanze per gli ospiti; è di buona rifinitura ma mancante di acqua calda, in quanto i pannelli solari per l’acqua calda da noi precedentemente finanziati, sono riservati esclusivamente alla zona dove dormono i bambini. Lo stato delle camerate è veramente in condizioni allarmanti. Pareti scrostate, impianto elettrico fatiscente, pavimento in cemento molto consumato, l’arredamento interno delle stanze inesistente, un semplice letto in legno con un materassino in gomma piuma, permette al bambino di non dormire per terra. In compenso l’alimentazione dei bambini è ottima: nessuno di loro presenta quei caratteristici segni di malnutrizione.

   Il problema più pressante della casa madre, rimane l’approvvigionamento  idrico ed elettrico.

Per questioni climatiche, le falde acquifere si sono abbassate (non ci sono state piogge abbondanti da 4 anni) e quindi la quantità di acqua pompata dai tre pozzi esistenti non è più sufficiente. Padre Sibi si troverà costretto a fare un altro pozzo; Vanaprastha è a 850 metri s.l.m. e i pozzi attuali arrivano a 300metri. La possibilità di avere l’acqua dall’acquedotto statale è molto remota.

   L’energia elettrica è un’altra fonte di preoccupazione; sistematicamente per alcune ore al giorno è mancante, precludendo così il funzionamento delle pompe dell’acqua e del frigorifero: serve un generatore?

   

   Questo in sintesi, la conclusione del nostro viaggio in India, dove si vede che la tecnologia è arrivata  ma dove ancora rimangono ancora grosse realtà di estrema povertà.

   Da parte nostra come Area di Solidarietà Alitalia abbiamo dato il nostro contributo per alleviare  una parte di questi problemi, e Padre Sibi ne ha saputo fare buon uso, ma in verità ancora rimane molto da fare.

  

   Un grossissimo ringraziamento va al Reverendo Padre Sibi, cervello e realizzatore di questo “impero” e per il suo impegno nei riguardi dei bambini, per la sua generosa collaborazione e per la sua assistenza logistica e organizzativa.

 

                                       In fede      ALBERTO SACCHI  Consigliere di A.S.A.

 

    Vanaprastha, 29 marzo 2013

 

 

 
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